Come scrivere il perfetto post di fine anno.


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Ogni blogger che si rispetti lo sa. Qualche giorno prima della fine dell’anno è assolutamente indispensabile riporre un attimo da parte l’arrosticino che si sta smangiucchiando (residuo degli avanzi di Natale, quello appena trascorso, si spera!) e scrivere due/duecento righe che attestino ai posteri il fatto che voi, il 21.12.2012 l’avete superato, alla faccia dei Maya. Parole commoventi, toccanti, toccate, taroccate. Insomma: un saluto, un bigliettino, un rigurgito d’inchiostro o bit comunemente noto come

IL POST DI FINE ANNO

A fronte del fatto che molti cominciano a prendere a testate il muro (perché dopo diverso tempo che scrivi un attimino in crisi ci vai!) i post di questo tipo si possono riassumere in 3 categorie.

a) Post elenco: lungo sciorinare di premesse, promesse e propositi, per l’inizio, qualsiasi inizio. Sarò più buono, più sorridente, più cattivo, più stronzo, più astuto, più… più. Salvo poi che a metà anno il post-elenco finisce da qualche parte, non si sa dove, e tutto si dimentica. Questa tipologia di testo ha possibile variante esistenzialista qualora tentasse di  dare risposta alle annose questioni “Chi Sono? Cosa sono? Dove vado (a capodanno)?”.

b) Post budgetistico: che risponde alle domande Quanto ho imparato? Quanto mi sono divertito? Quante persone fighe ho conosciuto? Quanti posti pazzeschi ho visitato? A quanti eventi ho presenziato? Quante delle persone che mi seguono rosicheranno per tutto questo? Il Piccolo Principe dice alla Volpe che gli uomini chiedono sempre le quantità di qualcosa, non le qualità. Quando si compra una casa nessuno chiede di che colore sono le pareti, o com’è la luce che entra dalle finestra ma sempre “Quanto è grande?” ” Quanto costa?”. E così a volte ci troviamo in case da 250 metri quadrati con i muri colore pipì di gatto. Giusto per ricordarvelo eh!

c) Post cartolina/letterina all’anno passato riassumibile nella formula

Caro Anno [numero dell’anno] sei stato un anno [aggettivo a piacere] e anche se [evento variabile] sono convinto che [conclusione opinabile]. Mi auguro comunque che [elenco di speranze più o meno realizzabili], perciò aspetto il tuo arrivo con [sentimento a libera scelta]. Spero non mi deluderai [Saluto finale+Nome del blogger].

Se invece, come me, vi siete beccati l’influenza dal 27 al 2 Gennaio e siete riusciti a saltare questo rito tribale perché allo scoccare della mezzanotte eravate impegnati a delirare e  brindare con l’aspirina vi siete salvati dalla maledizione del post di fine anno. Avanti così! Restano solo altri 364 giorni da riempire. Ed intanto auguri, in ritardo, a tutti!

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4 risposte a Come scrivere il perfetto post di fine anno.

  1. Giuseppe D'Elia ha detto:

    Piccola grande Asi, questi si che sono auguri! 🙂
    Spero che ti sei ripresa, e ti auguro un felicissimo anno!

  2. wyllyghost ha detto:

    e se (facciamo finta per puro caso) avessi riassunto in un solo post tutte le categorie summentovate? vinco qualcosa?

  3. wyllyghost ha detto:

    il congiuntivo…. vincerei qualcosa… vincerei…

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