Questo pazzo pazzo mondo di tag


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Con l’arrivo dei freddi dicembrini il virus che colpisce le persone, oltre a quello dell’influenza, è il TaggaCheTiPassa. Mi spiego: avete presente quando la vostra bacheca si riempie di  auguri glitterati, cartoline che nemmeno negli anni ’90, o pseudovolantini di manifestazioni/mercatini/balere/giocate a tombola nel salone parrocchiale?  Come sfuggire dall’ennesimo orsetto che rotola nella neve o dal bigliettino con fatine, gnomi, elfi e chippiùnehapiùnemetta?  

In primis vorrei sfatare alcuni miti inerenti al variegato mondo della netiquette tagghifera (Tipo “Più gente taggo più persone verranno” o ” Diamo risalto all’evento” o ancora “Campagna pubblicitaria a costo zero” )

a) Taggare 250 persone nel volantino di un evento è come andare a pesca usando le granate. Se il tuo obiettivo è farti notare sulle bacheche altrui sappi che questo metodo non funzionerà perché al primo aggiornamento di status il tuo post scivolerà nel gorgo della dimenticanza… e ti saluto.

b) Essere taggati fra le 250 persone è fastidioso e inutile. Se stai organizzando un evento spendi 10 minuti di tempo e scrivi un messaggio personalizzato rispetto al tuo utente. L’effetto di un tag inappropriato è esattamente quello della pubblicità nella casella della posta o dello spam nella mail.

c) Prima di taggare chiunque chiediti: rientra nel mio target? è interessato all’argomento? Gli farebbe piacere partecipare? Ha la possibilità di farlo? Che senso ha richiamare nel tuo post utenti da Trieste se poi la tua manifestazione è a Palermo? Insomma: devi solo fare numero o stai davvero attuando una campagna mirata?

E ora passiamo al contrattacco. Come sbarazzarsi di questi taggatori folli in tre mosse

  1. Dalla pagina Facebook usando il menù laterale selezionate “Impostazioni sulla privacy” e scendete fino a Diario e Aggiunta Tag  Immagine

2. Cliccate sopra “Modifica impostazioni” e **magicamente** comparirà la seguente schermata dove concentrerete la vostra attenzione sulle parole che ho evidenziato per voi nell’ellissi rossa.Immagine

 

Bene. Adesso la parte più difficile  nel quale vi serve la concentrazione di un artificiere che deve disinnescare un pacco bomba. Lo vedete quel “NO”? Deve sparire. Anzi per la precisione deve mutare in Sì. Sì lo voglio!

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Una volta compiute queste semplici operazioni (alternate a qualche piccolo rito vodoo propiziatorio al fine di fare cadere le manine al prossimo che vi tagga inappropriatamente) avrete il pieno controllo della situazione. 

Tutta l’operazione richiede meno di 15 secondi e personalmente vi consiglio di farla subito, al fine di evitare all’indomani delle feste di avere il profilo invaso di contenuti di ogni genere e tipologia (ad esempio quella foto dove con le orecchie da renna e il naso rosso state cantando ubriachi come una scimmia al cenone natalizio, ecco, quella io non la vorrei proprio vedere!)

Nb.Per l’immagine ad apertura post ringrazio Veronica Gentili e vi invito a leggere il suo blog 

 

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