Turismo e Social Network: quanto vale la verità?


Che ci faccio a Siracusa con 24 giovani eccellenze italiane provenienti da tutta Italia? Adesso posso dirvelo. Qualche tempo fa sono stata selezionata dalla Fondazione Garrone   per frequentare un corso di Alta Formazione in Management del Turismo Culturale. Un po’ perché lateralmente tocca il mio lavoro con la PA e un po’ perché adoro Ortigia e prevedevo molte possibilità di scoperta, progettualità e networking ho accettato con piacere.

A parte la situazione molto studentesca, che non dispiace, almeno al momento, è da un po’ di giorni che la nostra formazione avviene in maniera totale e … totalizzante. Si parla di fare impresa nell’ambito del turismo culturale in un’accezione molto ampia nella quale rientrano anche servizi e new technology.

Mi sono sentita particolarmente toccata ieri quando durante la lezione di Marketing dei Distretti Turistici la professoressa De Salle ha fatto riferimento a due campagne pubblicitarie di promozione. La prima, di KLM, azienda che ha deciso di personalizzare il rapporto con i propri passeggeri offrendo un regalo a chi, attraverso i social network, avesse condiviso l’esperienza del viaggio in aereo.

La seconda quella di un piccolo paese svizzero, Obermutten, che ha deciso di rendersi più globale utilizzando Facebook come si vede da questo video

Due modi di usare i social molto diversi ma congiunti nello scopo, quello di avvicinare le persone e far conoscere l’aspetto più umano a volte bisfrattato dalle grosse campagne. La socialità e la capacità di mettere in piedi relazioni quasi confidenziali con il pubblico è per me un valore aggiunto che diventa vincente nel campo della comunicazione. Niente autoreferenzialità, messaggi autoritari o eccessivamente sofisticati. Il miglior approccio è la semplicità. A fronte di ciò medito anche su un fattore. Queste campagne hanno aumentato il numero di liking dell’azienda/paesino ma non sarebbe anche il caso di valutare l’effettivo engagement? Quanti si sono mossi per andare in Svizzera? Quanti hanno acquistato un volo KLM invogliati dalla tecnica di caring aziendale?

Se un’agenzia di comunicazione vi promette di aumentare il numero di fans del vostro profilo ricordatevi anche che l’interazione è il vero termometro della situazione, e non il mero numero di followers, che cresce o diminuisce (per non parlare di quando questi followers vengono acquistati!). Infine è bene ricordare che siamo ancora un po’ lontani dal poter misurare con matematica precisione, la qualità dei commenti che vengono fatti intorno ad un prodotto o ad una azienda. Le macchine non sono in grado di comprendere l’ironia per cui se scrivo “Che bel viaggio!” alludendo ad una situazione di disagi e magagne, questa affermazione verrà comunque registrata come una nota positiva.

Come porsi davanti ai destinatari (nel caso del turismo gli eventuali turisti?). Essere chiari, invogliare con promesse che possono essere mantenute e creare i sei passaggi del marketing emozionale.  Del resto “Una verità ben raccontata fa più strada di una bugia”.

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