Chi ha bisogno dei martiri dell’informazione


Non voglio scrivere un post su Sallusti e la sua vicenda. In rete in queste ore c’è così tanto materiale che sarebbe superfluo, inutile e ridondante.

Leggo di tanti colleghi giornalisti, aspiranti tali, gente che si occupa di carta radio e tv, preoccupati per la sentenza del giudice che lo condanna a 14 mesi. Diciamo la verità: non che Sallusti sia il genere di persona che tutti amano e che inviteresti a casa tua al pranzo della Vigilia di Natale!

Poi c’ho riflettuto e sono andata a cercare l’articolo incriminato. Leggiamolo con attenzione: se lo avesse scritto un esordiente, un galoppino o un poveraccio qualunque questo pezzo sarebbe stato letteralmente dilaniato da qualsiasi direttore con un po’ di coscienza in corpo o avrebbe fatto nascere la normale affermazione “Hai le prove di quello che dici?”.

Eh sì, perché il punto non è solo saper scrivere, ma avere anche coscienza di ciò che scrivi e questa è una cosa che un manca in un’epoca dove tutti leggono la timeline di Twitter e ci ricamano articoli, pezzoni o editoriali. (a proposito vi siete persi questi tweet di Francesco di Gesù contro Repubblica)

Detto ciò, alla luce dei fatti che non è stato ancora prescritto il reato di ignoranza, di negligenza o tanto meno quello di incapacità sul lavoro (altrimenti buona parte della popolazione sarebbe dietro le sbarre) la sentenza che condanna Sallusti mi sembra più un esilio forzato.

Il discorso cambia se si valuta che quelle frasi potrebbero essere state messe per gettare benzina sul fuoco su alcuni punti caldi di quel periodo (Magistratura, salute, aborto per le minorenni).

A mio parere bisognerebbe concentrarsi sul fatto che Sallusti non sta andando in carcere per il modo in cui sono stati raccontati i fatti ma semplicemente perché non sta raccontando la realtà dei fatti, che è il primo dovere di ogni giornalista.

La mia opinione è che in galera dovrebbero andarci i ladri, i delinquenti e gli assassini:14 mesi dietro le sbarre per un’idea (anzi, per delle frasi pretestuose!) non mi sembrano un esempio di giusta misura. 

Del resto c’è gente che ha rubato, mentito e fatto di peggio e si candida alle elezioni! 

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7 risposte a Chi ha bisogno dei martiri dell’informazione

  1. D.M.S. ha detto:

    Potrei essere pienamente d’accordo con te se queste misure, che comunque a mio avviso sono esagerate, fossero applicate a tutti. Quando in un clima come quello Italiano vi sono evidenti casi di moralismo di parte (alcune cose vanno bene solo se vengono fatte da una parte e non dall’altra), quando una parte della stampa và ben oltre la diffamazione prima che i fatti siano pefettamente accertati e se viene criticata per questo scattano urla di “censura dell’informazione”, quando la magistratura dimostra con questa sentenza di essere una delle peggiori “Caste” che hanno ridotto così il Bel Paese…il tutto poi aggravato dal colpire un giornalista affermato e politicamente schierato (rafforzando quindi il fatto indiscutibile che una parte della magistratura è politicamente schierata)…allora si che bisognerebbe soffermarsi a pensare. Non che vi fosse bisogno di conferme…sono cose ben note e visibili a tutti! Ma quando chi è chiamato a giudicare non lo fà in modo imparziale…quando si applicano due pesi e due misure in modo così palese…allora le strade portano a soluzioni non di certo democratiche…con questa sentenza, indipendentemente se poi verrà trovata una soluzione alternativa, si è dato un duro colpo a quello che restava della già fittizia democrazia italiana. Domanda: perchè il magistrato che ha sporto querela non ha denunciato la Stampa che il giorno precedente aveva diffuso la stessa notizia? Domanda: perchè malgrado fosse già stato risarcito con più di 30.000 Euro si è insistito a procedere con la condanna ed il magistrato in prima sentenza ha scritto nero su bianco di aver fatto un errore nell’infliggere solamente una pena pecunaria? Perchè malgrado l’accusa stessa avesse chiesto prima della sentenza di rivedere le attenuanti (cosa che avrebbe già in automatico ridotto la pena pur costringendo ad ulteriore processo) si è deciso di condannare ugualmente a detenzione rigettando la richiesta?…si potrebbe continuare ma la risposta è nota a tutti! Qualcuno esulta e brinda, qualcuno cerca di cavalcare l’onda, altri sono inc….ti…la verità e che dovremmo esserlo tutti perchè con questa sentenza tutti abbiamo perso!

  2. Riccardo Esposito ha detto:

    Sallusti ha il dovere di chiudere la sua bocca di giornalista, ma il mio punto di vista è semplice: pene troppo severe possono inibire e inaridire la comunicazione. Tutto qui, anche se può sembrare strano come punto di vista. In primo luogo dobbiamo tutelare la comunicazione: http://www.mysocialweb.it/2012/09/27/14-mesi-a-sallusti-secondo-te-e-giusto/

    Per il resto è giusto che Sallusti non pubblichi più nulla.

    • Pene troppo severe possono inibire la comunicazione? Non so… ma credo che la pena debba essere commisurata.
      Sono d’accordo sul fatto che deve essergli impedito di pubblicare.. Ma pubblicare cosa? Potrà avere un blog!? Fare delle fotocopie dei suoi scritti!?
      Mandare SMS ed esprimere il suo pensiero!?… Fatta la legge, trovato l’inganno.

  3. crysalis88 ha detto:

    Sono d’accordo sul fatto che 14 mesi dietro le sbarre sono una punizxione a dir poco esagerata (ma vedremo quanto saranno poi alla conta dei fatti), ma indubbiamente una punizione esemplare ci voleva. I giornali ormai vengono strumentalizzati in modo indecente per guidare l’opinione puibblica, e se a questo si aggiunge il racconto praticamente consapevole di balle diffamatorie, si rasenta veramente l’apoteosi dell’anti-giornalismo.
    Se Sallusti ora, di fronte a questa situazione, viene congedato con una pacca sulle spalle e un “Vedi di informarti meglio, la prossima volta”, si creerà un precedente pericolosissimo. Non è ammissibile che diffamazioni tali vengano date in pasto ad un pubblico privo di capacità critica e pronto a bersi qualsiasi diavoleria.
    E smettiamola di dire che sta andando dietro le sbarre per un’idea: sta andando dietro le sbarre (forse) per una bugia.

    • Io non difendo Sallusti ma reputare il “pubblico privo di capacità critica” mi sembra di retrocedere nel tempo alla teoria dell’ago ipodermico.
      No, il pubblico una qualche critica ce l’ha.. rara, forse minima, ma ce l’ha.
      Sono d’accordo se dici che sta andando in prigione per una “bugia”, una realtà dei fatti travisata: ma questo comportamento non può essere usato solo nel suo caso.
      La “severa punizione” ha ottenuto l’effetto contrario: si è perso di vista il nodo centrale della discussione (cioè la veridicità di quanto riportato nell’articolo) e si è creata la figura di un “martire della stampa”. Pessimo risultato, non trovi?

      • crysalis88 ha detto:

        Hai ragione, una parte del pubblico una capacità critica ce l’ha. Ma infatti io parlavo di quel pubblico vulnerabile, quello che cambia idea come gira il vento, quello che basta leggere un articolo su un giornale, dando per scontato che sia vero (e perché un giornale dovrebbe pubblicare falsità, dopotutto?), per cambiare opinione o dare addosso al primo che passa.
        Il pessimo risultato che indubbiamente è stato ottenuto, è a causa per l’ennesima volta di un effetto già notato troppe volte dal già citato pubblico italiano: tu indichi la luna e loro guardano il dito. C’è ben poco da fare in proposito, ma se la gente ha una chiusura tale da considerare Sallusti martire per la libertà d’espressione, identifica bene il problema di base di questa situazione per cui, secondo me, Sallusti va punito.
        Perché se qualcuno sostiene che ogni giornalista è libero di scrivere quello che gli pare, magari diffamando qualcuno diffondendo falsità prive di fondamenta, per me c’è un grave problema nelle basi di questa società.

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