Fare il blogger è come fare il panettiere.


Avete presente la pubblicità della Mulino Bianco dove Antonio Banderas si arrovella su come creare il pane più buono che ci sia!? Ecco. Io assomiglio ad Antonio Banderas. Non fraintendetemi! Non sono un affascinante uomo bruno dallo sguardo caliente.  Faccio la blogger, attività che nelle mie fantasticazioni associo a quella della panificazione (senza Banderas però).

Vuoi mettere? Quando dici blogger la parola si perde nello sbuffo di fumo di un treno che corre avvolto in nebbie da romanzo noir. Questo lavoro è considerato da alcuni la via di fuga di chi non è riuscito a votarsi con costanza al giornalismo. Un inviato fallito, un mezzo redattore, un copy disadattato. Ed invece chi bazzica il web sa bene quanto dedizione, sacrificio, e costanza ci voglia per imparare a fare bene il pan… ehm un post!

Al contrario i panettieri sono tenuti in gran considerazione. Del vostro direste mai che è un cuoco mal riuscito? Uno chef di seconda classe? Eppure le azioni che compie non sono molto diverse dal cuocere, cucinare, rimestare e impastare

Fornai e blogger lavorano entrambi alle prime ore del mattino. Sanno bene che per un prodotto di qualità devono scegliere le migliori materie prime, setacciarle, lasciare riposare l’impasto e cuocerlo poi al punto giusto. La produzione deve essere invitante e diversificata: da un lato mafalde, rosette, gemellini, filoncini, pane in cassetta, brioches e focacce. Dall’altro news, post, contributi, mail, status,newsletter, aggiornamenti, comunicati, interviste o semplici recensioni.

C’è dell’altro però che accomuna le due parti e che intuirete facilmente. Avete mai mangiato del pane duro? O meglio: come la mettereste se il vostro panettiere vi rifilasse lo sfilatino di tre giorni prima!? E se andaste oggi al negozio potreste chiedergli il pane di dopodomani? Pane e post hanno nella maggior parte dei casi una temporalità ridotta: devono essere consumati freschi di giornata.

Su questo apro una piccola parentesi sullo scheduling ovvero la pratica di organizzare i contenuti per essere divulgati in seguito. E’ una grandissima comodità dato che  tutti gli strumenti di Social Management ne propongono almeno una versione (vedi Hootsuite ma anche Facebook). Il problema maggiore dello schedulare lo riassumo con un grande esempio accademico: Topolino Apprendista Stregone.

Nel film Topolino, preso da manie di grandezza, ruba il cappello del suo Maestro Stregone e crea una scopa magica in grado di sbrigare le faccende domestiche da sola. Quando però si addormenta perde il controllo del suo incantesimo e la situazione diventa irrecuperabile. Questo accade anche ai blogger quando il contenuto programmato viene superato dalle news del giorno, o addirittura diventa offensivo rispetto ad una situazione di disastro o calamità avvenuta in maniera imprevista. Ad esempio molti social media manager si sono trovati a dover cambiare o cancellare gli status delle pagine che gestivano quando sono venuti a conoscenza del terremoto che aveva colpito l’Emilia.

Nonostante gli aggregatori di notizie e i publisher (come Scoop e Paper.li)  non esiste ancora un software in grado di captare le sensazioni della community, le news, gli aggiornamenti e farne un contenuto perfetto pronto da inviare ad un determinato orario. A questo servono  blogger e i social workers.

Demonizzare lo scheduling ? No, ma invitare ad un uso adeguato fatto nel rispetto di chi legge. Del resto se rifili ai tuoi lettori una michetta insipida al posto di un croccante sfilatino stai sicuro che prima o poi ne pagherai le conseguenze.

Nota: Questo post contiene (fra le righe) un omaggio a Italo Calvino di cui oggi ricorre l’anniversario della scomparsa. Non so se Italo abbia mai provato a fare il pane ma di sicuro ha piantato nel cuore della letteratura dell’ottimo grano che continua a crescere. Grazie. 

Questa voce è stata pubblicata in Attualità Media & Società, Lavoro, Social e News tecnologiche e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Fare il blogger è come fare il panettiere.

  1. Luca Bonaldo ha detto:

    Salve Annalisa mi chiamo Luca ho fatto il panettiere per sei anni e devo dire che hai perfettamente ragione!! complimenti scrivi bene ed è un piacere leggere i tuoi blogs

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...