Tette e Poppe: ovvero la TTLines e le campagne sessiste


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Di recente c’era cascata Asus con un tweet che aveva molto fatto chiacchierare e che impietosamente era stato condannato da centinaia di utenti.  Nonostante ciò i pubblicitari italiani avranno ben pensato che se lo ha fatto Asus non è proprio il caso di essere da meno.

Qualche giorno fa sono passata davanti ad un cartellone che mi ha lasciato un po’ perplessa dove un vecchio lupo di mare stringeva a se due belle figliuole con la scusa “teniamo unita l’Italia”. Premetto che il concetto di Italia era rappresentato da due ragazze: una testimonial del sud con tanto di velo nero stile vedova inconsolabile, l’altra decisamente più fashion, con borsina& pashmina verde (leghista???), capelli biondi e vestito bon ton. La classica cotoletta milanese magari non bastava.

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Leggendo meglio ho potuto notare che il manifesto era la nuova campagna della TTLINES, che tutti conoscono per le navi di collegamento fra la Sicilia e il resto dell’Italia. Ma il mio cervello ha anche portato a galla un altro ricordo.. Ma non erano loro quelli che qualche anno prima hanno messo su tutti i cartelloni tette e culi!? Ebbene si!!!! Eccoli, i miei sornioni! Non castigati dal vizietto di mettere le donnine nude, anche quest’estate hanno ben pensato di riprovarci, ma in modo più soft.

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Lungi da me voler fare la femminista convinta. Ma vorrei davvero conoscere il pubblicitario che ha deciso di puntare tutto sulle “bellezze locali” per veleggiare con il vento in poppa (è proprio il caso di dirlo!) nel mare magno della cartellonistica. A lui tutto il mio plauso e la gratitudine delle assicurazioni automobilistiche: ogni volta che compare una di queste gigantografie il numero di incidenti stradali nelle vicinanze aumenta del 70%. Quest’uomo, chiunque egli sia, è un genio!

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Una risposta a Tette e Poppe: ovvero la TTLines e le campagne sessiste

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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