Pasqua in Sicilia ( ovvero: only the braves.)


Fra poche ore io e qualche altro antipaticissimo bambino piagnone saremo compagni di viaggio in una breve traversata. Ho deciso di partire oggi perché voglio saltare a piè pari tutti i convenevoli e i rituali legati alla Pasqua tipo auguri, acquisto uova, preparazione inviti pranzo/cena, organizzazione pasquetta and so on. Così stasera quando scenderò dall’aereo lo farò perfettamente in tempo per cenare, salutare alcuni amici e andare a letto ad un orario decente. Fra le mie priorità ci sono: i miei tre cani, mio fratello (che non vedo da ben sei mesi!), gli arancini, e il caffè in quel posto di mare che mi piace tanto ma di cui non posso dirvi il nome. So anche benissimo che non riuscirò a mantenere fede a queste promesse perché io ho la famiglia mezza sicula e mezza emiliana (per chi non ne fosse a conoscenza!) il che significa battaglia aperta tra sugo e ragù, tra tortellini e maccheroni, tra arancini e gnocco fritto. Avete presente la scena di ” il mio grosso grasso matrimonio greco” nella quale la zia scopre che Ian è vegetariano? No?? Beh.. Godetevela! E… Oppa!!!

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