di Baywatch, di Schettino e degli “eroi” di casa nostra.


In questi giorni l’hashtag #vadaabordocazzo è di gran moda quasi quanto le ballerine leopardate e il colorblock ( se ignori l’esistenza del color block non rientri nel target delle lettrici di TuStyle, Glamour,Cosmopolitan,  Vogue, A, e tutta la cartastampata fuxia. O in alternativa sei maschio. Vedi un po’ tu!). Credo che nessuno sulla faccia del pianeta ignori cosa è successo  alla Concordia, pertanto mi risparmio di ricapitolare.

Devo dire che la storia non l’ho seguita da vicinissimo: complice il fatto che in questi giorni la mia possibilità di leggere si configura solo dopo le 18.00 ( grazie al mio capo!!!) . Ma non ho potuto fare a meno di ascoltare l’audio della telefonata fra il comandante e la capitaneria di porto (Irreale? Surreale? Drammatico? Gli aggettivi si sprecano!). Tutto il web è contro il povero #Schettino che da pseudososia di Mitch di Baywatch ha visto il suo nome tramutarsi in un aggettivo che significa nella più rosea ipotesi “codardo”. Per non parlare dei gruppi su fb: uno dei più accaniti è  Capitan Schettino Fai Schifo  pieno di foto che tendono a ridicolizzare il comportamento vile del suddetto. Anche io, come molti altri non nutro simpatia per questo essere umano: ma non tanto per il suo mancato coraggio, quanto per l’idiozia che alberga nel suo cervello (se è vero che è il capitano a dover indicare rotta e coordinazione della nave!). Dico: passare così vicino ad un’isola, in una zona piena di scogli, è pericoloso quanto far parcheggiare una Ferrari ad una casalinga dell’Esselunga. Caro Schettino: io non giudico il tuo comportamento dopo l’incidente. La paura è un sentimento che alberga in ognuno di noi. Ed è facile condividere un #vadaabordocazzo quando si è al calduccio nella propria stanzetta e non si vede andare a fondo, assieme alla propria nave,  delle vite umane e il proprio futuro. Per me, caro Schettino, saresti pure potuto restarci su quello scoglio ad aspettare i soccorsi, tu e i tuoi (mi auguro!) rimorsi.  Ma il fatto è che tu sei un “eroe all’italiana”. Uno così: un po’ spaccone (ricordi cosa hai dichiarato qualche tempo fa in un’intervista?) un po’ vanesio. Peccato. Avresti potuto essere “un eroe italiano”: di quelli che salvano la nave, di quelli che vanno fino in fondo. Ma questo merito lo si deve dare a qualcun altro dei tuoi sottoposti.  A te solo una gloria: quella di far ridere un’Italia in cui ormai non possiamo nemmeno più permetterci le lacrime.

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5 risposte a di Baywatch, di Schettino e degli “eroi” di casa nostra.

  1. fra ha detto:

    Indubbie le sue colpe. Adesso vediamo quanti anni si becca. Ma non riesco ancora a spiegarmi come ha fatto a diventare comandante di una nave di quelle dimensioni. Questo mi è incomprensibile.
    Comunque non è la prima e non sarà l’ultima persona inadatta al ruolo che occupa. (sigh)
    Fra

    • Eh Fra!! La cosa più assurda è pensare che non era la prima volta che una cosa del genere accadeva… stavano giocando col fuoco. Anzi, con la vita delle persone! E tutto questo per una “bravata” che non ha nulla da invidiare alle idiozie che si fanno in adolescenza. Incredulità.

  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. Nina ha detto:

    Hai detto bene: eroe all’italiana….

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