Diventa un cervello in fuga ( sottotitolo: com’è triste l’Italia).


Apro la mail dopo una stancante giornata dedicata allo studio e al lavoro e quello che trovo mi lascia sgomenta. No, non è un link al porno di Belen (che tra l’altro non ho nemmeno visto). E’ la pubblicità di una nota azienda che propone di candidarsi per le selezioni di stage o lavoro all’estero. E fin qui nulla di male. E’ però la frase che usa come lancio che mi lascia perplessa, mi impaurisce, mi offende.

Eh si. Pure io ho pensato un sacco di volte di andarmene lontano. Ma alla fine penso anche: se io che sono italiana me ne vado, chi ci pensa a questo povero paese!? E’ come la barca che affonda e ognuno pensa a prender una scialuppa per se. No. Non è così che sono abituata. Spesso mi sento dire che sono un’utopista se penso che il mio paese migliorerà ma io non credo di esserlo: semmai sono una pessimista a tempo determinato. Mi piace pensare che questo momento difficile deve finire prima o poi. Vedo dalla mia esperienza diretta che l’Italia è piena di talenti e persone di buona volontà ( oltre a una notevole dose di minchioni, ma quello è tutto un altro discorso…) per cui questo manifesto lo reputo come un’offesa.

Usa la testa… ma davvero dico! E’ questo il messaggio che volete lanciare!? In un paese che più povero non si può, e che come unica ricchezza ha solo l’arte e il genio dei suoi studenti e ricercatori istigare alla fuga dovrebbe essere un reato tale e quale al danno al patrimonio! Non dico di restare, sia chiaro: tutti dobbiamo sviluppare il nostro potenziale nel modo a che preferiamo e che ci fa stare meglio, ma io credo che fuggire non sia ” usare la testa” ma usare ” la pancia”. Perchè dall’Italia ci fuggiamo a causa degli stipendi inesistenti, degli stage di 6 mesi dove non vedi il rimborso di una lira, dei lavori in nero, della mancanza di sicurezze. Dall’Italia ci scappiamo per assenza di meritocrazia, perchè puoi avere anche 110 e lode ma il figliodelcuginodellasorelladellaziadelcognatodelnipotedelTalDeiTali te lo troverai sempre davanti. E soprattutto dall’Italia ci scappiamo perchè tutti ci dicono scappa. E nessuno invece si rende conto che dovrebbe esistere una “responsabilità sociale” rispetto al talento che abbiamo, a come usarlo e dove portarlo.

Dovrebbe esistere anche una società che riconosce i meriti di ciascuno, pronta ad intervenire a sostegno dei giovani e delle loro idee, capace di aiutarli nei loro progetti e nei loro sogni. Ma forse la verità è che questa società non esiste perchè nessuno ha pensato di gettare le basi per crearla dato che eravamo tutti impegnati a sussurrare “fuggi fuggi” all’orecchio del prossimo.

Diventare un cervello in fuga non lo vedo come un lampo di genio, ne tantomeno come una cosa che ” fa figo”. E’ una realtà triste, pesante, che non doverbbe essere il claim di nessuna università, centro di formazione o agenzia di selezione.

Diventare un cervello in fuga dovrebbe essere l’ultima scelta di ognuno di noi se vogliamo far diventare l’Italia un paese diverso e chissà migliore.

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2 risposte a Diventa un cervello in fuga ( sottotitolo: com’è triste l’Italia).

  1. Giuseppe M. ha detto:

    Fuggire quando si ha un talento, purtroppo é nel nostro paese una necessita di sopravvivenza, visto che l’eccellenze quest’Italia non vuole valorizarle, ma tende sempre più spesso a mortificarle.
    Poi magari vai all’estero dove non ti conosce nessuno e anche se sei un “figlio di nessuno” ti prendono per quel che vali, genio o no e ti fanno crescere, ti stimolano, credono nelle tue potenzialità, investono nel tuo futuro, che poi è anche il loro, cosa che nel nostro paese è impensabile, è impensabile sperare che si possa valorizzare il talento se non sei amico degli amici, questo nostro paese purtroppo è privo di cittadini, siamo ridotti a sudditi di un sistema corrotto che sembra impossibile debellare.
    Come hai detto tu c,è sempre unfigliodelcugino…ecc che ti passa avanti, magari vale qualcosa anche lui, ma a i figli di nessuno questo paese non pensa mai.

    P.s.: Che belle cose che scrivi….

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